Quando l'AI negli ecommerce B2B genera valore (e quando è solo marketing)
di Altravista, e-commerce

L’Intelligenza Artificiale è uno dei temi più discussi nel mondo ecommerce. Molte aziende stanno sperimentando chatbot, assistenti e sistemi di raccomandazione, ma portare un progetto AI dalla sperimentazione alla produzione resta difficile: secondo Gartner, in media solo il 48% dei progetti AI arriva in produzione (e il passaggio richiede mesi).
*[Fonte: Gartner, press release 7 May 2024]*
Nel B2B e negli ecommerce con cataloghi tecnici, il problema raramente è “mancanza di AI”: è AI non ancorata ai dati aziendali (catalogo, PIM/ERP, manuali, policy, ordini). Un chatbot che “parla bene” ma non capisce compatibilità, equivalenze, nomenclature e vincoli commerciali crea frustrazione, non vendite.
Il valore dell’AI non sta nell’effetto wow in homepage, ma nella capacità di ridurre attrito nei processi che guidano ricerca, selezione e acquisto di prodotti complessi.
Se hai un eCommerce tecnico/B2B, la domanda non è “metto un chatbot?”
È: *“Come do accesso semantico e affidabile ai miei dati (catalogo, manuali, policy, ordini) nel momento in cui l’utente decide?”*
Il problema degli ecommerce tecnici: complessità non risolta
Un ecommerce B2B presenta caratteristiche diverse da uno store B2C:
- cataloghi con migliaia di SKU e varianti tecniche
- regole di compatibilità, certificazioni, normative
- documentazione dispersa (PDF, schede tecniche, manuali)
- integrazioni con ERP, PIM e CRM (prezzi, disponibilità, condizioni cliente)
- logiche commerciali complesse (listini, contratti, MOQ, scontistiche)
Perché le soluzioni AI generiche non funzionano
Senza accesso controllato ai dati aziendali, l’AI tende a:
- produrre risposte plausibili ma tecnicamente errate
- ignorare regole di compatibilità o vincoli normativi
- non allinearsi a prezzi/stock/condizioni cliente
- restituire suggerimenti irrilevanti per un contesto industriale
Esempio concreto
Un buyer cerca: *“guarnizione resistente a 200°C per flangia DN50 PN16”*.
Un sistema generico restituisce risultati “per parola chiave”.
Un sistema con ricerca semantica + recupero di contenuti (RAG):
- interpreta requisiti tecnici (temperatura, dimensione, pressione)
- filtra per materiali compatibili e attributi corretti
- collega manuali/schede/certificazioni pertinenti
- gestisce alternative equivalenti quando serve
- allinea risultati a disponibilità e condizioni commerciali (se integrato)
La differenza non è estetica: è operativa.
Ricerca prodotto: il collo di bottiglia più sottovalutato
In ecommerce complessi, la ricerca è spesso il punto in cui si rompe l’esperienza: utenti con intenti diversi (codici, compatibilità, sintomi, requisiti) cercano “come parlano loro”, non come è strutturato il catalogo.
La ricerca tradizionale (keyword) fatica perché non interpreta linguaggio tecnico, sinonimi ed equivalenze.
A supporto di questa criticità, Baymard rileva che molti siti non supportano adeguatamente diverse tipologie comuni di query di ricerca: nel benchmark 2024, il 41% dei siti fallisce nel supportare pienamente 8 tipologie chiave di query.
*[Fonte: Baymard Institute, “Ecommerce Search Query Types”, 2024]*
Keyword vs semantica (per cataloghi tecnici)
Ricerca tradizionale (keyword matching)
- trova corrispondenze testuali
- perde sinonimi, varianti, equivalenze tecniche
- fatica con requisiti (temperatura, standard, certificazioni)
Ricerca semantica con RAG
- interpreta l’intento tecnico
- recupera evidenze da schede prodotto e documentazione
- gestisce equivalenze e attributi tecnici
- può rispettare vincoli (se integrata con sistemi aziendali)
- restituisce risultati contestualizzati e “decision-ready”
AI e documentazione tecnica: da costo nascosto a vantaggio competitivo
Nel B2B una quota enorme di valore è “sepolta” in documenti:
- manuali tecnici e guide
- schede di compatibilità
- certificazioni e compliance
- policy (resi, garanzie, spedizioni)
- knowledge base interna del supporto
Quando l’informazione esiste ma non è accessibile nel momento del bisogno, succedono due cose:
- l’utente non compra perché non trova conferme tecniche
- il supporto assorbe richieste ripetitive (costi operativi + tempi)
Qui un approccio RAG (recupero + generazione) può trasformare documentazione e knowledge base in un asset “attivo”: risposte contestuali, tracciabili e allineate alle fonti.

Oltre il supporto: AI come strumento operativo
L’AI genera ROI quando è incorporata nei processi (ricerca, selezione, pre-vendita, post-vendita) e quando “sa” dove prendere le informazioni.
Esempi ad alto impatto:
1) Ricerca e selezione prodotto
- riduzione del tempo per trovare l’articolo giusto
- diminuzione degli errori di compatibilità
2) Supporto decisionale per buyer
- confronto tra alternative tecniche
- guida su requisiti e vincoli
- supporto alla scelta basato su documentazione
3) Efficienza commerciale
- accesso rapido a info tecniche durante trattative
- supporto su configurazioni e offerte complesse
- riduzione di errori in preventivi
4) Riduzione attriti post-vendita
- troubleshooting guidato
- risposte su installazione e manutenzione
- prevenzione resi per “prodotto non adatto”

Perché molti progetti AI falliscono
La causa più frequente non è “il modello”, ma l’esecuzione:
1) Dati non strutturati o disallineati
- catalogo incoerente tra sistemi
- documentazione non indicizzata/versionata
- prezzi e disponibilità non sincronizzati
2) Mancanza di integrazione
- l’AI “parla” ma non può verificare stock/prezzi/compatibilità
- le risposte non sono allineate ai sistemi operativi
3) Focus su interfaccia invece che processo
- metriche di vanità (conversazioni) invece di KPI di business
- assenza di una mappa del journey reale
4) Obiettivi vaghi
- “migliorare la customer experience” senza target misurabili
- impossibilità di valutare ROI e priorità
Un approccio efficace: processo prima della tecnologia
Un’implementazione efficace parte da tre domande:
1) Dove si genera attrito?
- abbandoni in categorie tecniche
- ricerche senza risultati utili
- richieste ripetitive al supporto (info già esistenti)
2) Quali dati sono disponibili e affidabili?
- catalogo e attributi tecnici
- documentazione e versioning
- integrazioni ERP/PIM/CRM
- log delle ricerche e richieste supporto
3) Quali obiettivi sono misurabili?
- riduzione del tempo di ricerca
- aumento conversioni su categorie complesse
- riduzione ticket ripetitivi
- riduzione resi per selezione errata
Quando l’AI serve davvero (e quando no)
L’AI è efficace quando
- il catalogo è ampio e tecnico
- gli utenti cercano per requisiti/compatibilità
- la documentazione è estesa e dispersa
- il supporto gestisce molte richieste ripetitive
- esistono regole complesse di configurazione/compatibilità
L’AI non è prioritaria quando
- catalogo piccolo e navigazione già efficace
- bassa complessità decisionale
- dati di base non strutturati (prima serve data quality)
Conclusione
Negli ecommerce B2B e nei cataloghi complessi, l’AI non è un badge da mostrare: è un acceleratore se riduce attriti reali e porta l’informazione giusta nel momento della decisione.
La domanda giusta non è *“abbiamo bisogno di AI?”*
È *“quali processi migliorerebbero con accesso semantico ai nostri dati?”*
Riferimenti (fonti)
1. Gartner (7 May 2024) — “Gartner Survey Finds Generative AI is Now the Most Frequently Deployed AI Solution in Organizations”
https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2024-05-07-gartner-survey-finds-generative-ai-is-now-the-most-frequently-deployed-ai-solution-in-organizations
2. McKinsey (5 Nov 2025) — “The State of AI: Global Survey 2025”
https://www.mckinsey.com/capabilities/quantumblack/our-insights/the-state-of-ai
3. Baymard Institute (12 Sept 2024) — “The 8 Most Common Search Query Types (… 41% of Sites Fail …)”
https://baymard.com/blog/ecommerce-search-query-types
4. Baymard Institute — “E-Commerce Search UX (Research Overview)”
https://baymard.com/research/ecommerce-search
